Il termine olistico è oramai sdoganato, negli ultimi tempi infatti si assiste ad un fiorire di iniziative ove questo termine è sempre più usato, anche solo per comporre un titolo attrattivo e fascinoso verso il pubblico.

Il tabù per molti di apparire un naturopata, o altro ancora, è stato violato soprattutto da chi ha avuto il coraggio di avviare un "cammino di conversione" che si è realizzato attraverso la pratica dell'Agile, del Design thinking, dell'ITIL, della multidisciplinarità, del DevOps e dei microservizi cloud, solo per citarne alcune.

Molte persone stanno velocemente cambiando pelle, abbandonando la visione riduzionistica e di dettaglio profondo, perché si sono resi conto del cambiamento in atto.

E chi era già "olistico inside" può solo gioire e ringraziare chi in questo lungo cammino di conversione ha fatto un percorso che oggi crea i presupposti per una globale azione tempestiva, visto soprattutto la trasformazione digitale in atto, che darà solo benefici a tutti.

Infatti grazie a ciò i progetti di cambiamento saranno governati in un modo che permetterà di raggiungere obiettivi attesi nei tempi e modi stabiliti, perchè avendo una visione d'insieme, un approccio olistico, essendo agili e pensando in termini di design, tutto sarà governato in modo che le promesse fatte siano mantenute.

Il dettaglio sarà una parte del tutto, ed ecco che magicamente i vari dettagli si compongono e la figura prende forma.

Magicamente ci apparirà nel suo insieme la catena del valore, la supply chain, il perimetro cibernetico delle imprese, le infrastrutture cloud e relativi servizi, la rete di stackeholder e l'ecosistema delle aziende e tutto potrà essere ricondotto ad una mappa di un territorio che da sconosciuto dettaglio diventa una rete interconnessa di dettagli che danno forma e sostanza all'impresa, e l'aiutano nei suoi processi di trasformazione e mutazione.

Un nuovo mondo ci attende, ove la promessa al cliente, o allo stakeholder, viene mantenuta nei tempi e nei modi che rispettano sia le aspettative delle aziende, di chi è impegnato nello sviluppo dei progetti, e soprattutto appunto del Cliente.

Un cambiamento epocale, e del resto come possibile affrontare una transizione digitale, attuare quanto i progetti del PNRR richiedono, pensare alla data protection, alla privacy, al machine learning e altro ancora, se si è presi e persi su un singolo dettaglio?

Come affrontare tutto ciò se manca la capacità di mettere insieme i pezzi, di avere una visione d'insieme al di là di un gantt o di pianificazioni che mai terminano come erano state progettate all'inizio?

Ecco spiegata la trasformazione in atto da riduzionisti ad olistici, un passo avanti notevole dal quale ora iniziare un cammino per consolidare questo nuovo mondo in trasformazione digitale.

Un mondo dove l'ambito giuridico governa ciò che il mondo economico attua grazie ad una spinta culturale che lavora sui principi di libertà e dignità dell'uomo e dell'ambiente.

Il dettaglio tecnico, la tecnica, è solo una componente di ciò, un dettaglio dietro al quale si giocano equilibri di potere politico ed economico, appunto da calibrare secondo principi di libertà.

Pensare olisticamente deve far comprendere che noi siamo un dettaglio del mondo intorno a noi e del cosmo, e del resto tra i maggiori sponsor di questo approccio sono coloro che si occupano di fisica quantistica.

Quindi ben venga l'ondata olistica in corso, perché finalmente nelle aziende e istituzioni si otterrà una figura condivisa e chiara del presente da cui partire per costruire il futuro, senza astrazioni ed intellettualismi.

Un futuro ove sarà d'obbligo, visto la capacità di avere una visione d'insieme, includere principi di dignità, libertà e di governo da parte dell'Uomo.

E se ci dimentichiamo queste parti fondamentali, forse siamo solo dei falsi d'autore, dei riduzionisti travestiti perché in fondo quando moda è moda, e siamo solo in attesa che questa ondata passerà.